Published On: ven, Nov 19th, 2021

Le nonne fanno bene ai piccoli: da oggi può provarlo anche la scienza

Le nonne sono “programmate” per prendersi cura dei loro nipoti.

Per molti lettori non si tratta di una novità; chiunque abbia avuto modo di crescere accanto ad una nonna è consapevole che esse rappresentano un vero punto di riferimento per la crescita del piccolo. Da oggi, tuttavia, ciò è dimostrabile anche attraverso la scienza.

Lo afferma uno studio pubblicato negli Atti della Royal Society B, il primo a fornire un’istantanea neurale del caro legame intergenerazionale.
Grazie ad una risonanza magnetica funzionale (fMRI) i ricercatori della Emory University, nello stato della Georgia, hanno scansionato il cervello di 50 nonne a cui sono state mostrate le immagini dei loro nipoti di età compresa tra i 3 e i 12 anni.

Scenario classico di una famiglia riunita

I ricercatori hanno provato che quando una nonna osserva l’espressione del proprio nipote prova le stesse emozioni del piccolo. Che sia gioia o angoscia.
Un fenomeno che si verifica anche nelle mamme e che si pensa sia legato all’istinto di prendere in braccio un bambino o avvicinarsi e interagire.
Al contrario, quando le nonne osservano le immagini dei figli già adulti, si verifica un’attivazione più forte delle regioni del cervello legate all’empatia cognitiva, la quale cerca di capire cosa una persona stia pensando o sentendo e perché.
Questo potrebbe essere legato all’aspetto grazioso dei bambini, che i giovani di molte specie condividono per evocare una risposta di cura.

IL PRIMO STUDIO

Si tratta del primo studio che riguarda la visione del cervello materno che non riguardi il morbo di Alzheimer. In precedenza si ricordano ricerche simili sui papà, ma questa volta gli scienziati hanno voluto rivolgere l’attenzione alle nonne per esplorare una teoria antropologica nota come “ipotesi della nonna”, la quale sostiene che la ragione evolutiva per cui le femmine umane tendono a vivere una lunga vita, ben oltre i propri anni riproduttivi, è quella di fornire benefici alla prole e ai nipoti adulti.
Prove a sostegno dell’ipotesi sono state trovate in società tra cui i cacciatori-raccoglitori Hadza del nord della Tanzania, dove le nonne forniscono tuberi nutrienti ai loro nipoti.
L’effetto è stato osservato anche in altre specie come gli elefanti, ed è stato osservato nelle orche, che come gli esseri umani sperimentano la menopausa.

Infine, confrontando il nuovo studio con i risultati precedenti, i ricercatori hanno scoperto che rispetto agli uomini le nonne attivano più fortemente le regioni coinvolte nell’empatia e nella motivazione emotiva.

Ma hanno sottolineato che questa scoperta non si applica necessariamente a un dato individuo.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it