Published On: lun, Nov 7th, 2022

Cop27, al via il vertice sul clima tra polemiche e speranze

Al via ufficialmente questa mattina in Egitto il vertice Cop27 delle Nazioni Unite sul clima. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di gas serra del 45% entro il 2030 e invitare le nazioni ricche a risarcire i paesi poveri dopo un anno di disastri meteorologici estremi.

Cop27, il vertice delle Nazioni Unite sul clima

Solo negli ultimi mesi, le catastrofi indotte dal clima hanno ucciso migliaia di persone e sfollato milioni di persone, provocando miliardi di danni in tutto il mondo. Inondazioni massicce hanno devastato aree del Pakistan e della Nigeria, la siccità è peggiorata in Africa e negli Stati Uniti occidentali, i cicloni hanno colpito in modo devastante i Caraibi e ondate di caldo senza precedenti hanno bruciato aree estese di tre continenti.
La conferenza nella località di Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso, arriva in un anno difficile segnato dalla guerra della Russia all’Ucraina, dalla crisi energetica, dall’inflazione in aumento e dagli effetti persistenti della pandemia di COVID-19.

IL DENARO, UN PUNTO CRITICO

Il vertice si concentrerà come mai sul denaro, un punto critico che ha inasprito le relazioni tra i paesi che si sono arricchiti bruciando combustibili fossili e quelli più poveri che subiscono le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. Nella giornata di ieri, durante i colloqui, i delegati hanno concordato di inserire la questione “perdite e danni” all’ordine del giorno, un primo passo verso quelle che sicuramente saranno discussioni e decisioni ardue.

L’inclusione riflette un senso di solidarietà ed empatia per le sofferenze delle vittime dei disastri causati dal clima“, ha affermato il presidente egiziano della COP27 Sameh Shoukry.
Shoukry ha anche osservato che le nazioni ricche non hanno mantenuto l’impegno di fornire 100 miliardi di dollari all’anno per aiutare i paesi in via di sviluppo, al fine di rendere più ecologiche le loro economie e costruire la resilienza contro i futuri cambiamenti climatici.

OLTRE 120 LEADER MONDIALI

Tra oggi e domani più di 120 leader mondiali si uniranno al vertice, tra cui anche Giorgia Meloni, arrivata in mattinata.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che raggiungerà la località egiziana dopo le elezioni legislative di domani, che potrebbero vedere una o entrambe le camere del Congresso cadere nelle mani di repubblicani ostili all’azione internazionale sui cambiamenti climatici.

Cop27, il vertice delle Nazioni Unite sul clima

La cooperazione tra gli Stati Uniti e la Cina, le due maggiori economie del mondo, è stata cruciale in quasi 30 anni dei colloqui sul clima delle Nazioni Unite, incluso l’accordo di Parigi del 2015. Ma le relazioni sino-americane sono scese al minimo da 40 anni dopo una visita a Taiwan del leader della Camera Nancy Pelosi e il divieto degli Stati Uniti sulla vendita di chip tecnologici di alto livello alla Cina, lasciando in dubbio l’esito della COP27.
Un incontro tra Xi e Biden al vertice del G20 a Bali pochi giorni prima della fine dell’incontro sul clima delle Nazioni Unite, se dovesse accadere, potrebbe essere decisivo.
Un punto luminoso alla COP27 sarà l’arrivo del presidente eletto brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, la cui campagna ha promesso di proteggere l’Amazzonia e invertire le politiche estrattive del presidente uscente Jair Bolsonaro.

Limitare il riscaldamento globale a 1,5°C sopra i livelli della fine del XIX secolo è un dovere a cui dobbiamo necessariamente adempiere.
La speranza è quella che tutti, ovunque nel mondo, siano essi presidenti, primi ministri, amministratori delegati, tornino ad essere responsaili e facciano qualcosa per affrontare questa grave crisi climatica.

About the Author

- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it