Published On: dom, Ago 8th, 2021

Uccisi dalle fiamme per salvare la terra

Quello che non doveva succedere è successo. Così si sono registrare le prime due vittime per gli incendi. Dopo i gravissimi incendi in Sardegna e Sicilia, questa piaga tocca anche la Calabria e il Parco Nazionale d’Aspromonte. Dunque oltre ai gravi danni ambientali all’interno di un’area protetta c’è anche chi ci lascia la vita. 

Zia e nipote, intenti a salvare il loro uliveto, hanno perso la vita a Bagaladi in provincia di Reggio. Le due vittime volevano cercare di salvare i loro ulivi, centenari, che sui crinali aspri dell’ultimo lembo del continente sono simbolo di sacrificio e di lavoro. Una terra sudata che dopo secoli di latifondismo è finalmente toccata a piccoli proprietari che l’hanno riscattata dopo anni di lavoro al servizio dei grandi proprietari terrieri. Per queste ragioni la terra è tutto per chi ancora oggi vive dei prodotti di una terra aspra, ma generosa. Terra per il quale bisogna rischiare la vita per salvarla.

La situazione nel Parco Nazionale d’Aspromonte è drammatica così come scrive in una nota l’ente parco:

Dolore e rabbia animano la resistenza delle comunità dell’Aspromonte, che da giorni lottano sul fronte di incendi ancora non domati. Dolore per la perdita di due vite umane, spirate nel tentativo di sottrarre alle fiamme quel poco che avevano, quell’uliveto che rappresentava tutta la loro vita. Rabbia per lo sviluppo degli accadimenti che mai potevano e dovevano portare al disastro avvenuto….Siamo nell’ora del dolore per la perdita di vite umane e della vicinanza alle loro famiglie. Siamo nel momento dello sconforto per la scomparsa di organismi viventi animali e vegetali, di piante secolari che i nostri occhi, e quelli delle future generazioni, non potranno più vedere.

Una situazione tragica per l’ambiente in particolare quando tocca un’area protetta che grazie alla lungimiranza di alcune persone ha strappato questa terra alle speculazioni e all'(ab)uso incontrollato dell’uomo. Nonostante questo non basta però a fermare l’inciviltà dell’uomo.  

Il mix di questi giorni è stato micidiale temperature elevate, terreno secco e vento di scirocco, hanno fatto si che i fronti di incendio si sviluppassero in men che non si dica e così volontari e istituzioni stanno facendo il possibile per salvare il salvabile. Il presidente del Parco Auteliano, giustamente, invoca l’aiuto dell’esercito. E’ troppo prezioso quello che rischiamo di perdere ed in particolare le faggete che solo poche settimane fa erano state iscritte nell’elenco dei patrimoni dell’umanità UNESCO. 

Non sappiamo se sia stata opera di piromani, ma io continuo a credere che una grande responsabilità l’abbiano coloro che lanciano i mozziconi accesi dalle auto. Non credo ci sia più interesse come un tempo a mettere fuoco alla terra per poter poi costruire visto che dopo un incendio ci sono vincoli che per diversi anni vietano qualsiasi attività. Penso che alle sigarette e ai fumatori incivili sembra che tutto sia permesso. Troppe volte vedo ancora lanciare i mozziconi di sigaretta e sono convinto che una buona parte degli incendi derivi da questi lanci. Anche l’abbruciamento di ramaglie in agricoltura può essere pericoloso se non è controllato. Sarebbe più opportuno macinare gli scarti e lasciarli sul terreno perchè sono molto più utili per creare fertilizzante naturale senza emettere CO2.

Credo che nel 2021 non si possa morire in questo modo per l’inciviltà di alcune bestie, con tutte rispetto per quelle che comunemente chiamiamo così, non è possibile perdere ettari di area protetta per la noncuranza di chi fa un gesto automatico dal finestrino, ma che è simbolo di grande ignoranza ed egoismo. Purtroppo su questi argomenti si scrive poco, ora i media sono impegnati più su altri argomenti che fanno più audience, oppure si parla di più di aree colpite da incendi più note e meno di quelle remote come l’Aspromonte (che ancora per qualcuno è solo simbolo di mistero e cronaca nera). Credo che questa piaga di inciviltà sia molto difficile da debellare e queste rivoluzioni siano molto lente, ma nel frattempo ci troviamo a doverci leccare le ferite e a piangere due vittime che volevano difendere il proprio uliveto e la propria storia. 

Per approfondire la questione su come affrontare incendi e come vengono gestiti vi rimandiamo all’articolo con una video-conferenza dei volontari della Protezione Civile (AIVEM)

Fonti Consultate: Parco Nazionale Aspromonte, Corriere.it, Ambiente Diritto

 

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG e Clubhouse: @latitude_45