Published On: ven, Nov 5th, 2021

La NASA proverà a deviare un asteroide per un test di difesa planetaria

L’impatto di un asteroide sulla Terra ha da sempre rappresentato un pericolo concreto per i suoi abitanti. Si tratta di un evento che, prima o poi, dovrà ripetersi.
Il fenomeno è stato più volte trattato da pellicole cinematografiche, tra le quali ricordiamo il blockbuster hollywoodiano Armageddon, dove Bruce Willis e Ben Affleck affrontano una missione spaziale per salvare il nostro pianeta.

Fortunatamente, nonostante i circa 27.000 asteroidi near-Earth identificati nei pressi della Terra, nessuno pone un pericolo immediato di tale portata, anche se gli scienziati sanno che bisogna saper prevenire nell’eventualità che ciò accada.
La NASA, pertanto, prevede di far schiantare un’astronave (il Double Asteroid Redirection Test, da cui l’acronimo DART), contro un asteroide, alla velocità di 24 mila Km/h.

Il test di difesa planetaria, che costerà 330 milioni di dollari americani, servirà a determinare se questo è un modo efficace per deviare il corso di una roccia spaziale nel caso in cui fosse diretto verso la Terra.

Rappresentazione di un asteroide nei pressi della Terra

La navicella spaziale DART sarà lanciata a bordo di un razzo Space-X Falcon 9 alle 22:20 ora del Pacifico, il 23 novembre dalla Vandenberg Space Force Base in California, in modo da impattare tra il 26 Settembre e il 1 Ottobre 2022 a circa 6,8 milioni di miglia dalla Terra.
La roccia-bersaglio si chiama Dimorphos, ha un diametro di circa 525 piedi e orbita attorno a un asteroide più grande chiamato Didymos, “gemello” in greco.

Nonostante i due asteroidi siano osservabili da telescopi terrestri (che li rende idonei al progetto), le immagini saranno raccolte da un satellite dotato di telecamera in miniatura fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana che sarà espulso dalla navicella spaziale 10 giorni prima dell’impatto.

Naturalmente la sonda non avrà la capacità di distruggere l’asteroide, ma gli fornirà una piccola “spinta” deviando il suo percorso attorno all’asteroide più grande. Il periodo orbitale tra le due rocce subirà quindi un cambiamento dell’1% circa, passando da 11 ore e 55 minuti a 11 ore e 45 minuti.

Il test aiuterà gli scienziati a capire quanto slancio serva per deviare una roccia spaziale, tenendo conto della composizione. Quello oggetto di studio è un comune asteroide composto di condrite, una sorta di miscela a grana fine di roccia e metallo. L’asteroide ha un’età di 4,5 miliardi di anni.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it