Published On: gio, Lug 7th, 2022

I media italiani scoprono le “batterie ad acqua” svizzere o meglio i pompaggi idroelettrici

In questi giorni su quotidiani e riviste specializzate online  si stanno moltiplicano gli articoli che, con stupore, raccontano di una “batteria ad acqua” realizzata in Svizzera. Anche il blasonato “Il Sole 24 ore” gli dedica due articoli. Stiamo parlando della nuova centrale di pompaggio da 900 MW realizzata nel canton Vallese e chiamata Nant de Drance.

I commenti sui social non si sono lasciati attendere su questa nuova “invenzione” che i nostri cugini svizzeri hanno costruito. Una lunga tradizione italica vuole che l’erba del vicino sia sempre più verde, così come la nostra atavica tradizione autolesionistica. Qualcuno però, un pò più informato, ha commentato che queste “batterie” esistono anche in Italia da lungo tempo.

Sistema di Pompaggio (Elaboraz. G.Cutano)

Spieghiamo di cosa si tratta. In sostanza le cosiddette “batterie ad acqua” sono semplicemente degli impianti idroelettrici dotati di un sistema di pompaggio. E quindi cosa vuole dire? Proviamo a spiegarlo. L’impianto idroelettrico, dotato di un bacino a monte (solitamente una diga con un serbatoio), produce energia per caduta dell’acqua facendo girare una turbina che trasforma l’energia cinetica in energia elettrica. E fino qui è la classica definizione di un impianto ad energia rinnovabile che sfrutta l’acqua. Se l’impianto idroelettrico è però dotato anche di un bacino a valle di raccolta, la stessa acqua può essere ripompata a monte con delle pompe per riempiere nuovamente il serbatoio.

In molti ci faranno notare che è uno spreco di energia. Dal punto di vista fisico è senz’altro vero, perché per pompare nuovamente acqua a monte devo utilizzare dell’energia. Quindi perché vengono pensati questi impianti? L’idea del pompaggio idroelettrico in realtà nasce con lo sviluppo del nucleare. Visto che l’impianto nucleare non può essere acceso e spento in poco tempo come può essere invece un impianto idroelettrico (in 15 min o anche meno può entrare in produzione) cosa fare quando l’impianto nucleare produce energia, ma la stessa non viene consumata ad esempio la notte? Per non sprecare questa energia, la stessa può essere utilizzata per attivare le pompe e riportare l’acqua a monte. Così di giorno, durante i picchi di richiesta di energia, quell’acqua potrà essere velocemente riportata giù per soddisfare i bisogni energetici.

Quindi perché stupirsi di questo nuovo impianto di pompaggio in Svizzera? Per carità è un progetto molto interessante, ma anche in Italia abbiamo già diversi impianti in esercizio da oltre 40 anni.  L’Italia non ha più centrali nucleari in esercizio, ma in questi anni i sistemi di pompaggio italiani sono stati utilizzati per gestire la differenza dei prezzi dell’energia diurna e notturna e la stabilità della rete, ma oggi invece posso svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica.

Credit Agatos

Con la futura crescita delle rinnovabili, in particolare delle cosiddette tecnologie non programmabili come solare ed eolico, il pompaggio idroelettrico sarà molto importante. Il sole e il vento le puoi usare per produrre energia quando ci sono e quando ci sono non è detto che ci servano. Dunque ecco che l’idroelettrico, il gigante dimenticato, torna utile con il pompaggio. Quindi ipotizziamo una giornata soleggiata con molto vento e con consumi ridotti cosa fare dell’energia in esubero da fotovoltaico e eolico? Semplice usiamo quell’energia per pompare l’acqua dei bacini da valle a monte per stoccarla ed utilizzarla quando sarà necessario. Ecco costruita la “batteria ad acqua” che utilizza sempre la stessa acqua che sale e scende dal serbatoio di monte a quello di valle e di fatto può essere usata all’infinito.

Tornando agli articoli usciti su diversi quotidiani che ci raccontano di questo “futuribile” impianto svizzero, ci si rammarica un pò poiché, in molti, non vi è nessun cenno agli oltre 20 impianti di pompaggio presenti in Italia, di cui molti anche più grandi di quello costruito in Svizzera. Come non citare l’impianto di Entracque (CN) nel cuore delle Alpi marittime con una potenza di 1200 MW, oppure quello di Edolo (BS)  con la stessa potenza in valle Camonica oppure la centrale di Presenzano da 1000 MW in provincia di Caserta? 

Potenziale nuovo pompaggio Italia (Credit FQ)

In futuro, soprattutto al centro-sud, dove il potenziale di sviluppo delle rinnovabili è molto maggiore, sarà importante anche realizzare nuovi impianti di pompaggio e dunque nuove “batterie” per stoccare l’energia rinnovabile in esubero. Grazie a questi sistemi sarà più facile avvicinarci ad importanti quote di energia verde andando via via a decarbonizzare il nostro Paese e riducendo la dipendenza da fonti fossili. La buona notizia è che anche in Italia ve ne sono di nuovi in progetto. 

Dunque è importantissimo guardare a quello che si fa fuori, ma spesso le cose ce le abbiamo in casa e le trascuriamo. In ogni caso se quanto realizzato all’estero può comunque essere da traino per quello che abbiamo e teniamo nascosto ben venga anche parlare del pompaggio in Svizzera. 

Animazione del sistema di pompaggio:


 

About the Author

- Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia. Per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche. * Contatti: giuseppe.cutano@geomagazine.it * * IG: @latitude_45