Published On: mer, Nov 2nd, 2022

Misure di temperatura ed umidità a due diverse altezze rispetto al manto nevoso

Le stazioni meteorologiche rilevano la temperatura dell’aria e l’umidità relativa attraverso sensori inseriti in appositi schermi solari, ad una data altezza dal suolo. Secondo l’organizzazione mondiale della meteorologia (WMO, acronimo di World Meteorological Organization), tale altezza, determinata dalla guida WMO n.8 “Guide to Meteorological Instruments and Methods of Observation“, dev’essere compresa tra 1,25 e 2,00 m su prato erboso.

Fig. 1 – schema di installazione dei sensori utilizzati. Credit: Bruno Renon

Tuttavia, la presenza di neve e la conseguente altezza variabile del manto nevoso, specie in territori montani, non consente di avere una distanza standard, variando anche sensibilmente in relazione al suo accumulo. Qual è, pertanto, la differenza che andremmo a riscontrare se lasciassimo un datalogger remoto durante la stagione invernale?   
Il dott. Bruno Renon dell’ArpaV, ha condotto un esperimento per determinare le differenze termiche e igrometriche tra sensori ubicati a distanze differenti (50-200 cm) rispetto al manto nevoso (Fig.1).
Le osservazioni, condotte con datalogger professionali Hobo Honset, sono state poi confrontate con la stazione automatica MTX e riportati in questo documento (cliccare sul testo).

Esperimento a Falcade (BL)

 

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it