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Sierologico: la scienza ai piedi del Gran Paradiso per un test unico al mondo

Gran Paradiso da Cogne (Credit Comune Cogne)

C’è una piccola comunità di montagna in fermento, per qualcosa che passerà sicuramente alla storia. Stiamo parlando di Cogne (AO), comune di 1.400 abitanti, all’interno del Parco Nazionale Gran Paradiso. L’Amministrazione Comunale ha deciso in autonomia di sottoporre, volontariamente, tutta la popolazione ad un test sierologico per ricercare gli anticorpi del Covid19. A coordinare l’attività scientifica è il prof. Fabio Truc, enfant du village, e luminare di scienze che si occupa di modelli matematici in oncologia sperimentale presso l’Università di Parigi.

Cogne si trova a 1.544 m.s.l.m. ed è fra i comuni più in quota d’Italia. Per raggiungerla esiste una sola strada e quindi si può parlare di una comunità piuttosto isolata. Durante il lockdown, insieme alla popolazione residente, hanno deciso di fermarsi ai piedi del Gran Paradiso circa un centinaio di turisti e diversi lavoratori. Questa comunità ha dunque vissuto per quasi tre mesi in totale isolamento, se non per qualche sporadico corriere. I casi positivi di Covid ci sono stati, ma sono rimasti piuttosto isolati, senza focolai. Quello che la scienza vuole capire è come in una comunità isolata si sia diffuso il virus, magari in maniera asintomatica, e quindi verificare la quantità di immunoglobuline di tipo G (anticorpi) che il nostro sistema immunitario produce quando viene in contatto con il virus.

Un campionamento a tappeto su tutta la popolazione era stata fatto anche a Vò Euganeo (PD), uno dei primi focolai di Covid19, ma qui era stato fatto un campionamento con tamponi, ma che come dice la scienza spesso in questi tipi di test i risultati portano a tanti falsi positivi o falsi negativi, quindi con risultati non sempre così affidabili e che danno solamente una fotografia della situazione in corso.

Test Sierologici

Il test che si farà a Cogne, sembra proprio essere un unicum al mondo e di certo è l’unico comune in Italia a farlo in modo autonomo. L’importanza di questo studio è che a differenza di altre ricerche si andrà a campionare una comunità eterogenea, con bambini, adulti e anziani, mentre in questi mesi abbiamo assistito più a ricerche mirate su categorie, come medici, infermieri ecc. Ad occuparsi dell’analisi dei dati e dello studio sarà l’Università di Torino e in seguito ai risultati, si andrà anche ad indagare la genetica di chi ha contratto il virus, per capire se ci sono delle predisposizioni a difendersi dall’attacco virale.

Dunque, da giovedì, al via i prelievi di sangue a tappeto su tutta la comunità e così i cittadini, oltre a conoscere se sono venuti in contatto con il virus, potranno rendere un grande servizio alla comunità scientifica per migliorare le conoscenza su questo nuovo virus che ha messo in ginocchio il mondo intero.

Fonti: prof. Fabio Truc, referente scientifico del test

Giuseppe Cutano: Ingegnere Ambientale, laureato presso il Politecnico di Torino, si è specializzato in difesa del suolo. Oggi si occupa di progettazione di impianti ad energia rinnovabile e di sviluppo sostenibile della montagna, con focus sulla mobilità elettrica. Volontario di Protezione Civile, ama la natura, ma anche i social media e la fotografia e per compensare la formazione scientifica coltiva lo studio della storia e delle scienze politiche.
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