X

La Hale Bobb, la grande cometa del 1997 in uno splendido racconto di 23 anni fa

Credit: Jerry Rodriguss

Un vecchio diario trovato per caso in soffitta. Un racconto di un sedicenne e di suo cugino che negli anni ’90 potevano osservare il cielo anche dalla propria città. Tra sogni e speranze. A quei tempi internet era ancora per pochi, le maggiori informazioni si apprendevano dalla tv, dalla radio e dalle riviste specializzate. Oggi, rileggendo questo vecchio quaderno ho provato un velo di malinconia. Ricordi ed emozioni di un evento straordinario e di anni (gli splendidi anni ’80-’90) che non torneranno mai più.
E’ il 31 Marzo 1997. Ci troviamo a Roseto Capo Spulico (Cs), nell’alto Ionio cosentino, in occasione dell’evento astronomico del secolo; il passaggio della cometa Hale Bopp nei pressi della Terra. Le condizioni meteo risultano incerte, spira un fortissimo vento dai quadranti settentrionali e la temperatura si presenta intorno a 3-4°C. La nostra visuale ci consente di osservare il Golfo di Taranto, dal capoluogo ionico sino all’altopiano silano. Verso Nord le colline calabresi e il parco Nazionale del Pollino favoriscono l’assenza di illuminazione. Dopo un’indimenticabile escursione tra i monti e i boschi adiacenti la Valle del Ferro, durante la quale abbiamo anche assistito a delle nevicate a bassa quota, eccoci pronti sul terrazzo di casa per le osservazioni. Ci accompagna il silenzio del luogo, anche se il sibilo del forte vento sugli alberi è talvolta assordante. Riusciamo a malapena ad ascoltare da qualche passante le note del brano “fiumi di parole”, canzone vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo.

La cometa Hale Bopp

LE OSSERVAZIONI – Siamo imbottiti per vincere il freddo. Il crepuscolo con i suoi incantevoli colori lascia il posto alla visione delle prime costellazioni che si fanno strada tra una vasta coltre di nubi. Basso, poco oltre le vette montane ecco Mercurio, con un’elongazione di soli 19 gradi. Verso sud-ovest Orione con una miriade di stelle, che nel nostro binocolo 12X50 riempiono l’intero campo visivo. Visibile, anche ad occhio nudo, la nebulosa M42, bersaglio primario di tanti astrofili. Alle 21, finalmente, le nubi lasciano il posto ad uno straordinario cielo stellato, nel quale spicca splendente la cometa Hale-Bopp. In queste ore la osserviamo al perielio, a 0,914 Unità Astronomiche dal Sole e a 1,35 Unità Astronomiche dalla Terra. La Luna sorgerà soltanto all’1:47, pertanto il cielo si presenta ideale per la sua osservazione. Attraverso il nostro telescopio da 11 cm (un Newton Auriga da 114 mm, ndr) è possibile osservare la coda di polveri, simile ad un ventaglio, che ricorda le comete Mrkos e la West, passate rispettivamente nel 1957 e nel 1976.

Un vecchio diario contenente le osservazioni degli anni ’90

Il Sole è tramontato alle 18:35 Tempo Universale, per cui bisognerà attendere altri 15 minuti affinché cominci la notte astronomica. Riusciamo a calcolare un’altezza dell’oggetto sull’orizzonte di 21 gradi e un azimuth di 312 gradi. L’ascensione retta è di 1h 46 minuti, mentre la declinazione risulta di +44°37′. Il nucleo dell’oggetto, scoperto meno di due anni fa da due astronomi indipendenti dal Nuovo Messico e dall’Arizona nei pressi dell’ammasso globulare M70 è ben visibile, e nel binocolo lo spettacolo è superbo.

In passato si credeva che questi eventi fossero presagio di sventure, ma oggi, grazie alla scienza, siamo a conoscenza delle caratteristiche strutturali di questi vagabondi spaziali. Le comete sono corpi rocciosi del diametro di qualche km caratterizzate da un nucleo ghiacciato. Nel compiere il loro giro di rivoluzione lungo la propria orbita, questi oggetti si avvicinano notevolmente al Sole. Grazie ai flussi di particelle emanati dalla nostra stella, esse mostrano la chioma, talvolta ben visibile anche ad occhio nudo.

UN EVENTO UNICO – Un evento come quello a cui stiamo assistendo non richiama soltanto gli appassionati della materia; in queste ore tanti sono con il naso all’insù per osservare questo spettacolo magnifico. Radio, trasmissioni televisive e riviste ne stanno ampiamente parlando. Gli osservatori astronomici hanno ospitato molti curiosi grazie alle strumentazioni messe a disposizione. La cometa è bellissima, presenta una colorazione biancastra che contrasta con il cielo sempre più scuro. E’ infatti fondamentale godere di un luogo privo di inquinamento luminoso e possibilmente di alta montagna, dove l’atmosfera più rarefatta e l’assenza di turbolenza atmosferica determinano un mix di fattori molto importanti. Questa sera allo zenith è ben visibile Marte, il pianeta rosso. Tuttavia, nulla in questo momento può distrarci da quella splendida scia bianca che volteggia alta nel cielo primaverile.

Si è fatto tardi, siamo ormai a 2-3°C con vento sostenuto, ed è ora di andare a letto. Domattina ci rimetteremo in viaggio per tornare alle nostre città, da dove continueremo le osservazioni. Siamo consapevoli di essere al cospetto di uno degli avvenimenti astronomici più belli degli ultimi decenni e non è facile porre fine a questa splendida visione che ci accompagna ormai da molti mesi; ma non ci resta che salutarla, sperando che tra 4200 anni, quando l’astro tornerà a far visita al nostro sistema solare, qualcun altro fortunato osservatore possa vivere la nostra stessa esperienza. Addio grande cometa, grazie per le emozioni che ci hai fatto vivere.

In realtà la “grande cometa”, come fu ribattezzata, rimase visibile per tutta l’estate e l’autunno del 1997, sino al mese di Dicembre e si è poi scoperto che il suo ritorno nel nostro sistema solare è atteso tra circa 2.380 anni.
Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
Post correlati

This website uses cookies.