Published On: mer, Giu 24th, 2020

L’artico in “fiamme” preoccupa gli scienziati

Caldo record a Verkhoyansk, valori sopramedia da mesi, la catastrofica fuoriuscita di petrolio nei pressi di Norilsk attribuita in parte allo scioglimento del permafrost, incendi. L’artico se la passa male e gli scienziati non nascondono preoccupazione per ciò che tutto questo potrebbe comportare al resto del pianeta.

Dopo i 4 milioni di ettari di boschi andati in fumo lo scorso Agosto, gli incendi in Siberia quest’anno sono addirittura in anticipo. E’ quanto dichiara Vladimir Chuprov di Greenpeace Russia, secondo cui i valori pesantemente sopramedia permettono al permafrost di scongelarsi più velocemente; e le temperature da record si sentono eccome: una delle spiagge più frequentate dai residenti, sulle sponde del fiume Yana, è deserta.

L’equilibrio del nostro pianeta è seriamente a rischio, tanto che questi fattori stanno determinando un rilascio di grandi quantità di metano, un gas serra ben 28 volte più efficace del biossido di carbonio, che non si limita alle aree artiche, ma essendo immesso in atmosfera, ha ramificazioni globali.
Ciò che accade nell’Artico può influenzare il tempo degli Stati Uniti e dell’Europa.

In estate, il riscaldamento insolito riduce la differenza di temperatura e pressione tra l’Artico e le latitudini più basse densamente popolate.
Ciò sembra indebolire e talvolta persino bloccare il flusso del getto, il che significa che caldo o pioggia estremi possono colpire gli stessi luoghi per tanti giorni.

Insomma, il clima sta cambiando, e sembra che il trend sia destinato a record sempre più elevati. L’uomo, con le sue attività antropiche ci sta mettendo del suo. E’ ora di voltare pagina.

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- Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it