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Premio Nobel, timidi passi in avanti delle donne

Sin dal primo riconoscimento avvenuto nei primi anni del ‘900, il mondo maschile ha dominato la scena. Tuttavia, gli ultimi riconoscimenti rappresentano una sorta di rivincita del genere femminile che, a quanto pare, sta cominciando a lasciare il segno.

In effetti per il bene della scienza non possono esistere preferenze. La posta in palio, che prevede anche la tutela della vita, è troppo alta.
Sin dal 1901, anno di assegnazione dei primi Nobel, sono state premiate 57 donne, pari al 6.1% dei 931 vincitori, istituzioni escluse. Nel corso dei decenni il numero delle vincitrici è aumentato in modo costante, raggiungendo il 9.2% nel 2000 e l’11.1% nel 2010; a fronte di un 2.6% negli anni ’10.

Il premio Nobel 2020 per la Chimica rappresenta quindi un vero e proprio record, che ha visto trionfare una squadra completamente femminile: la francese Emmanuelle Charpentier e l’americana Jennifer Doudna. E tutto ciò solo poche ore dopo l’assegnazione del Nobel per la Fisica co-assegnato all’americana Andrea Ghez.

E ora c’è chi pensa all’en-plein, visto che i riconoscimenti in ambito letterario, per la pace e per l’economia devono ancora essere assegnati.

Le donne costituiscono solo l’1,9% dei vincitori nella fisica, ovvero quattro su 216, mentre hanno vinto sette su 186 premi di chimica.

Anche i premi di medicina ed economia sono fortemente dominati dagli uomini, con il 5,4% (12 su 222) e il 2,4% (due su 84) di donne vincitrici.

Il premio Nobel per la pace (15,9%, ovvero 17 su 107), senza tener conto di quelli assegnati alle istituzioni, e quello per la letteratura (12,9%, 15 su 116) sono leggermente più amiche delle donne.

Come donna francese, Charpentier segue le orme di Curie e di sua figlia Irene Joliot-Curie, che vinse il premio nel 1935 in tandem con il marito Frederic Joliot.

Marie Curie è stata la prima donna laureata nel 1903 in fisica, e ad oggi è l’unica ad aver vinto due Nobel (1903 in fisica e 1911 in chimica).

Anche i comitati che li assegnano sono dominati dagli uomini, con le donne che occupano meno di un quarto dei posti occupati.

Ci sono, ad esempio, solo due donne tra i sette membri del comitato che seleziona il vincitore della letteratura, una su sette per la fisica e quattro su 18 per la medicina.

Forse, il trend sta cambiando.

Renato Sansone: Giornalista scientifico, iscritto all'ordine nazionale dal 2013. Si occupa di cronaca scientifica dal 2011. Contatti: renato.sansone@geomagazine.it
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